Demetrio Pianelli… testimone/testimonial di un’identita’ da riscoprire

 

 

 

 

 

 

 

Demetrio Pianelli, quale testimonial del nostro concorso: http://www.infobuild.it/concorso-1000-orti-km-0-per-milano/

Demetrio abitava tre stanzucce poste all’ultimo piano d’una vecchia casa di via San Clemente, alle quali si accedeva per una scaletta semibuia a giravolte, come quella di un campanile. Una volta giunti lassú si aveva il compenso dell’aria e d’una grande occhiata sopra i tetti. Una piccola ringhiera menava a un terrazzino esterno, sul quale dal giorno che il nuovo padrone era venuto ad abitare in quella casa si distingueva una giovine vite del Canadà, che teneva il piede in un barile. Nella bella stagione verdeggiavano e serpeggiavano avviluppati ai ferri alcuni rami di fagiolo, che aprono i bei campanelli bianchi, rossi, violetti, e mandano i filamenti a carezzare il muro; da alcuni trespoli piovevano sul tettuccio sottostante dei ciuffi spessi di garofano. Ma piú che i fiori, Demetrio amava le erbe, le erbe semplici, vestite soltanto di verde, le tredescansie, che sembrano capelli sciolti d’una bella donna, le felci magre e lunghe, i muschi morbidi come il velluto, l’edera coi suoi capricci, ed anche il rosmarino, anche l’insalata dalle coste dure…, il verde, insomma, in tutte le sue modeste e ricche varietà, quel benedetto verde, che par fatto per il riposo del corpo e dell’anima. Nato anche lui nel bel mezzo dei prati lombardi e da una gente abituata chi sa da quanti anni a rovistare nell’erba, aveva nel sangue l’istinto fantastico della natura verde e silenziosa, della quale sapeva intendere le voci piú misteriose; era un vero appetito d’erba, che gli faceva costruire in tre o quattro cassette di legno sopra le tegole bruciate un campionario di quella natura, ch’egli sognava quasi tutte le notti. Quando voleva poi pigliarsi una boccata d’aria, andava a passare la domenica alle Cascine Boazze, poche miglia fuori di porta Romana, quasi sotto il campanile di Chiaravalle, la terra classica del verde, delle marcite, delle praterie color smeraldo, lunghe, larghe, distese a perdita d’occhio, sprofondate tra i filari dei salici grigi e dei pioppi tremolanti.

Emilio De Marchi, “Demetrio Pianelli”.